Si racconta che un Notaio d’altri tempi soggiornasse in questi luoghi,
ove già esisteva una locanda con alloggio: una sala da pranzo,
un salotto, una cucina, alcune camere, una stalla, qualche animale.

Marito, moglie, una figliola, forse un garzone,
accoglievano gli ospiti con sorridente e familiare cordialità
nel loro ordinato lavoro quotidiano.

Al Notaio era cara la tranquillità riposante di questa atmosfera
e la sua presenza, vuoi per impegni professionali,
vuoi per il piacere della buona accoglienza,
vuoi... per i begli occhi della fanciulla che controllava
le oche presso il laghetto, si faceva sempre più frequente.

Anche la fanciulla, occhi sognanti e sorriso innocente,
aspettava con ansia controllata l’arrivo del Notaio,
ingannando l’attesa con qualche lavoro d’ago.

Leggenda, fantasia, verità? Forse un po’ e un po’;
a noi piace credere che sia realtà.

Benvenuti alla “Locanda del Notaio”.